Eleonora Tramonti

Marketing & Comunicazione

Perché andare al TTG di Rimini?

Fiera TTG Incontri Rimini

Dal 2008 a oggi ho partecipato al TTG di Rimini quasi ogni anno e sotto diverse vesti. Conosco questa fiera molto bene e in questo articolo ho riassunto perché andare al TTG di Rimini è importante per ogni singola categoria legata al settore turistico.

Ogni anno a ottobre torna il TTG di Rimini, la fiera B2B del turismo tra le più importanti in Italia, e come ogni anno tra gli operatori di settore ci si chiede se partecipare sia necessario oppure no.

Ho pensato quindi di scrivere questo articolo per spiegare cosa si trova in fiera, a chi la fiera è indirizzata e i motivi per cui andare.

Ho suddiviso l’articolo in base agli operatori, così se rientri in una di queste categorie puoi passare direttamente al paragrafo che ti interessa (trovi tutto più in basso).

Perché andare al TTG di Rimini: i miei consigli per ogni categoria

Per una più facile lettura ho suddiviso i partecipanti per macro categorie. Ti basterà cliccare su una delle voci qui sotto per andare direttamente ai miei consigli.

L’articolo è frutto di una mia personale opinione ovviamente e nasce dal fatto che partecipo a questa fiera dal 2008. Ho partecipato sotto vesti differenti avendo così modo di vedere l’evento da punti di vista diversi.

Prima di spiegarti perché andare al TTG di Rimini faccio una considerazione.

Gli anni in cui le fiere di qualunque settore erano davvero portatrici di novità, contratti e progetti sono ormai memoria. Lo stesso TTG si è trasformato molto da quando misi piede lì la prima volta.

Il digitale ha cambiato il modo in cui lavoriamo e creiamo relazioni rendendole più facili e immediate. Di conseguenza le fiere, luoghi del B2B (business to business) per eccellenza, si sono dovute trasformare per attrarre partecipanti in modo costante.

A mio avviso le fiere rimangono pur sempre un importante strumento commerciale per le attività. Questo perché le relazioni umane non sono e non saranno mai sostituibili da un’email o un messaggio su LinkedIn.

Nella loro trasformazione le fiere del settore turistico sono diventate anche luoghi di formazione e di aggiornamento assumendo così una doppia valenza.

Detto questo possiamo passare al perché andare al TTG di Rimini può essere importante per te.

Tour operator / Agenzia di viaggio

Se sei un tour operator il TTG di Rimini può rappresentare un’opportunità perché all’interno degli stand degli enti del turismo sono presenti gli operatori delle singole destinazioni, dalle DMC agli hotel.

In questo modo puoi conoscere di persona potenziali fornitori che operano anche a centinaia di chilometri di distanza da te e stabilire con loro un contatto diretto. Puoi comprendere che è molto diverso rispetto a scegliere un fornitore dopo una ricerca su internet.

In sostanza la fiera può rappresentare il punto di incontro tra te, che costruisci il pacchetto, e i fornitori locali per offrire al tuo cliente una proposta di viaggio che sia vantaggiosa anche sotto l’aspetto economico.

Se sei un’agenzia viaggi e in particolare se hai aperto da poco andare al TTG di Rimini può essere interessante sotto vari punti di vista.

È il luogo ideale per capire le tendenze della domanda, per raccogliere tutte le informazioni necessarie di una determinata destinazione, per creare un contatto diretto con gli operatori che più ti interessano e per partecipare a incontri e sessioni formative.

In fiera puoi incontrare i responsabili commerciali di ciascun operatore e avere con loro un confronto sulle possibilità di vendita del prodotto.

Hotel e strutture alberghiere

Per gli albergatori le fiere sono sostanzialmente due: TTG e In&Out.

La prima è dedicata al settore dei viaggi. La seconda è incentrata sul mondo alberghiero ed extralberghiero e sul mondo balneare.

Avere due fiere in una per gli albergatori significa poter concentrare in soli 3 giorni tante attività, dagli appuntamenti con i fornitori alle attività di formazione, agli incontri con gli operatori turistici.

Nell’area espositiva del TTG di Rimini dedicata all’Italia hai la possibilità di vedere cosa fa la concorrenza e se sei una piccola attività questo può fare la differenza. Puoi imparare dai più grandi o dai più strutturati e puoi cercare di capire cosa potresti implementare nella tua struttura ricettiva o quali sono le tendenze di mercato.

Al TTG poi puoi trovare tour operator incoming e potresti così avere la possibilità di ampliare la tua clientela, in particolare straniera. Puoi trovare anche operatori specializzati su un preciso prodotto, che per te possono essere interessanti se offri un prodotto di nicchia o per uno specifico segmento.

Nell’area di In&Out puoi trovare tutti i fornitori specifici del settore alberghiero e partecipare anche qui a presentazioni di prodotti ed eventi legati alla gestione alberghiera.

Travel Blogger Content creator

“Qui tocchiamo un tasto dolente perché ho partecipato più volte in veste di travel blogger al TTG di Rimini, ma la situazione rimane invariata: in linea di massima gli operatori non sono interessati ai travel blogger durante la fiera.

Nel 2013 il TBDI (Travel Blogger Destination Italy) aveva cercato di attirare l’attenzione degli operatori verso una figura, a volte, chiave per la promozione di un territorio o di un’azienda. Nel 2014 ho visto l’evento dall’interno perché ho fatto parte del comitato tecnico del TBDI e con difficoltà gli operatori hanno capito la vera importanza di tale evento.

Nelle ultime 3 edizioni non ho visto grossi cambiamenti di pensiero e approccio da parte degli operatori. Loro sono in fiera per vendere e i blogger o qualsiasi altra figura diversa da un “venditore” non è per loro interessante.”

Questo lo scrivevo ben 8 anni fa. Stava emergendo la figura del Travel blogger che cercava di farsi strada in un settore all’epoca un po’ ostile al digital marketing.

È cambiato qualcosa? Non molto.

La cosa che è cambiata è che le aziende si sono avvicinate di più al digital marketing dopo il Covid. Quella diffidenza generalizzata si è quasi dissolta grazie anche al cambio generazionale o a nuove realtà aziendali avviate da giovani più propensi all’uso del digitale.

In conclusione se dovessi risponderti alla domanda ‘perché andare al TTG di Rimini?’ ti direi che se lavori nel settore turistico è un appuntamento che non puoi perdere per conoscere a fondo il mondo dei viaggi e crearti l’occasione di nuove collaborazioni con aziende o con altri professionisti.

Consulente nel turismo

Questa definizione generica è riferita a tutte quelle persone che si occupano sotto vari aspetti di turismo. Ad esempio chi realizza siti web, chi si occupa di grafica o fotografia, chi sviluppa piani di marketing e così via.

Il TTG di Rimini è importante per chi fa attività di consulenza o offre servizi nel settore turistico perché hai l’occasione di creare tantissime relazioni con gli operatori oppure con chi fa il tuo stesso lavoro.

Il programma di eventi e dibattiti è molto variegato e anche per i consulenti e i professionisti rappresenta un’occasione di aggiornamento sulle tendenze del mondo turistico e su quali siano le necessità degli operatori.

In fiera puoi provare a proporre i tuoi servizi agli operatori senza dover aspettare che qualcuno ti confermi un appuntamento via mail o telefono: il tuo potenziale cliente è lì a portata di mano.

Non dimentichiamoci che questi eventi sono l’occasione giusta per creare relazioni e conoscere nuove persone con cui instaurare eventuali collaborazioni.

4 risposte a “Perché andare al TTG di Rimini?”

  1. Avatar Wanda Benati

    Ciao Eleonora, ho letto con interesse il capitolo dedicato ai travel blogger. Premetto che ho partecipato alla famosa edizione del 2014, invitata come Top Blogger nel cluster cultura. Nello stesso anno, ho partecipato anche all’evento “Meet your blogger” e queste sono (molto in sintesi) le mie osservazioni: 1) confermo come dici tu che gli operatori sono in genere poco o nulla interessati ad incontrare i blogger 2) anche nel “Meet…” I più non sapevano nemmeno cosa facesse un travel blogger e, nel caso in cui dicevano di saperlo, erano convinti che si trattasse di persone che – in cambio di un week end gratuito- scrivevano un post più o meno pilotato 3) da uno di quegli incontri, per me è scaturito un invito ad un blogtour: ne sono stata lusingata ed è stato molto utile per capire come (parlo solo a titolo personale) questo tipo di “gite scolastiche” non fosse di mio interesse.4) estendo l’osservazione anche ad altri eventi fuori TTG, simili a questo: se chiedi semplicemente informazioni un po’ al di fuori delle solite brochure, perché vuoi dare un taglio tuo personale alla conoscenza di un paese, non vieni presa in considerazione, anzi a volte sembra tu dia fastidio e poi nessuno ti manda il materiale richiesto. Anche se non hai chiesto alcuna contropartita economica. 5) Conclusione: al massimo andrò a fare un salto alla BIT, per tenermi aggiornata, ma per il resto (sempre opinione personale) non vedo perché investire altro tempo e risorse economiche inutilmente. Io non faccio testo, infatti non faccio parte di alcuna parrocchia blogghereccia, ma forse ci sono altri/e che hanno il mio stesso approccio al blogging e non per questo vanno ignorati.

    1. Avatar Eleonora Tramonti

      Ciao Wanda!
      Come tu ben sai sono stata nel “dietro le quinte” del TBDI 2014 e ora, osservandola dall’esterno, noto sempre quell’ignoranza da parte degli operatori verso il mondo del blogging in generale.
      Il mio discorso è diverso perché con Italian Storytellers parlo in lingua inglese dell’Italia, che suscita molto più interesse negli operatori italiani. Aggiungici poi che sto lavorando a delle proposte da promuovere attraverso il sito. Tuttavia rimane il fatto che arrivano proprio impreparati alla situazione. Mi è capitato diverse volte che gli operatori rimanevano a bocca aperta quando gli dicevo che Italian Storytellers è solo in lingua inglese. Questo sta a significare che non hai dato nemmeno un’occhiata al sito, dopo che sono stata io a contattarti.
      Per quanto riguarda Le tue notizie di viaggio, invece, ho capito fin da subito, girando per gli stand, che non mi avrebbero considerata nella maniera giusta e ho preferito raccogliere soltanto i contatti per scrivere alle persone giuste in un secondo momento.
      Purtroppo in Italia non abbiamo proprio la concezione che un’azienda è un’insieme di cose, tra cui la comunicazione e la promozione del proprio prodotto. La fiera è nata per vendere, ma gli anni 80/90 sono finiti e la vendita avviene in mille modi differenti. Gli operatori dovrebbero essere pronti a ricevere e valutare qualunque tipo di proposta, perché da una piccola cosa possono nascere grandi cose. Tuttavia non posso fare di tutta un’erba un fascio, perché ognuno lavora in modo diverso ed è interessato a prodotti diversi.
      Sicuramente negli ultimi anni il TTG ha perso terreno a vantaggio, secondo me, della BIT o di altre fiere turistiche più di nicchia. Vedremo cosa succederà in futuro, vero è che le fiere rimangono sempre un’ottima occasione per confrontarsi con altri soggetti e capire dove sta andando il settore.
      Grazie per aver raccontato la tua esperienza.

  2. Avatar lucavivan

    Non mi discosto molto dal commento di Wanda anche se devo dire che inaspettatamente, nell’edizioni del 2015 e del 2016 ho raccolto dei buoni contatti, che come dici giustamente tu Eleonora, hanno portato a qualcos’altro. Viviamo di relazioni e di concatenazioni, non sai mai davvero dove può portare un incontro.

    Il mio parere è che comunque in una fiera dove le persone già al mattino sono stravolte dalla stanchezza c’è qualcosa che non va. Siamo tutti di fretta da uno stand all’altro, senza il tempo di ascoltarci. Un buon rapporto di lavoro implica tempo e non un biglietto da visita preso come fosse una cartolina passando da un desk all’altro senza nemmeno fermarsi (cosa che ho visto fare al Meet Your Blogger).

    Dopo aver partecipato al Social Travel Summit 2017 ritengo molto più utile frequentare eventi di dimensioni ridotte, dove c’è il giusto tempo e il giusto spazio per parlarsi, dove le destinazioni turistiche sanno che i blogger vanno remunerati e dove quest’ultimi vedono se stessi come imprenditori e non come un hobby oltre il posto fisso.

    Per questo ho deciso di creare Travel Mind, un piccolo evento per poche persone dove darsi il tempo di ascoltare e creare opportunità di lavoro.

    1. Avatar Eleonora Tramonti

      Non so se per via dei costi di investimento alti o per mancanza di interesse o perché non parli con la persona giusta, ma rimane il fatto che ti snobbano molto facilmente. Forse è meglio fissare un appuntamento prima che ci sia la fiera, credo dia una impressione diversa. Poi rischi che non ti rispondano alla mail, ma questa è un’altra storia…

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