Gravidanza: atto secondo

seconda gravidanza esperienza

La mia prima gravidanza l’ho condivisa poco online per scelta, la seconda gravidanza per mancanza di tempo.

Questa volta però ho voluto raccontare qualcosa in più, perché dietro la gravidanza c’è ben altro di 9 mesi di cuoricini.

Sono riuscita a buttare giù dei pensieri durante questi mesi e li ho raccolti in alcuni articoli che troverai qui sul mio blog nella categoria “Vita da mamma” per condividerli con te.

Inizio questo diario nel giorno in cui scopro di essere incinta per la seconda volta.

Nel momento in cui lo scopro ho mal di stomaco e non so se sia perché ho mangiato troppa crescia oppure semplicemente perché sono incinta.

Sono incinta da circa 1 mese e mi sono già sentita male una volta. Molto male in realtà.

Mi ero svegliata di notte perché avevo sentito mia figlia Angelica chiamarmi. Dorme in camera con noi e la sua culla è posizionata in fondo al letto. Perciò quando si sveglia io mi avvicino per tenerle la mano o cantarle la ninna nanna.

Mentre stavo tutta piegata in avanti, sento il bisogno di fare la pipì. Penso: “quando si addormenta vado”.

E in un attimo questo bisogno si è tramutato in “oddio devo correre al bagno!” e subito dopo sudori freddi, bocca impastata e pressione al minimo.

Il giorno dopo mi sono svegliata con un interminabile capogiro e durante la mattinata mi si è pure bloccata la schiena. Così ho chiamato la dottoressa un po’ allarmata (visto il periodo di contagi a catena), ma lei mi ha tranquillizzata dicendomi che non era Covid (per fortuna!), ma sospettando di essere incinta, poteva essere una conseguenza diretta.

Vuoi sapere qual è stato il mio primo pensiero? “Cominciamo bene!”.

Nella prima gravidanza ho avuto la fortuna di non vomitare, ma all’inizio la mia ernia iatale non mi ha dato tregua e in più soffrivo di mal d’auto all’ennesima potenza.

Avevo fame. Iniziavo a mangiare. Dopo i primi bocconi mi si chiudeva lo stomaco.

L’unica cosa che buttavo giù senza problemi era il pane con maionese e tonno. No, non era una di quelle che si chiamano ‘voglie’. A me piace proprio, ma quando ero incinta ancora di più. Chissà questa volta di cosa mi abbufferò?

La mia prima gravidanza l’ho vissuta un po’ male.

Affrontavo tutte per la prima volta e non avevo molte persone con cui condividere ciò che mi stava accadendo. Le amiche con cui mi confrontavo si dividevano in ‘non ho ancora figli’ e ‘è passato troppo tempo da quando ero incinta’.

Al lavoro dovevo mantenere il silenzio sia perché volevo arrivare al fatidico 3° mese prima di comunicarlo ufficialmente e sia perché avevo appena iniziato un nuovo contratto. Diciamo che non è proprio il massimo andare in ufficio dicendo: “ehi ben trovati, credo di essere incinta!”.

A casa lo sapevano solo i nostri genitori e col senno di poi avrei aspettato il 3° mese anche per loro.

Lo stress che ho accumulato nei primi mesi mi ha fatta ingrassare 5 kg. Alla prima visita dalla ginecologa ricordo ancora che le chiesi: “nei primi mesi di gravidanza quanti chili si dovrebbero prendere?”. La sua risposta fu: “in realtà nessuno”.

Essendo la mia prima gravidanza ero all’oscuro di tutto ciò che poteva succedere da lì a 9 mesi.

I primi mesi, con lo sbalzo ormonale che una gravidanza provoca, sono stati come le montagne russe: un saliscendi di umore pazzesco.

Non mi sono fatta mancare nemmeno una mega discussione con Luca, che per non ammazzarmi (figurativamente parlando) se ne è uscito di casa prima di cena per ritornare a notte inoltrata.

Per fortuna che nei mesi successivi gli ormoni si siano stabilizzati e sono tornati a impennarsi solo con l’avanzare della data del parto. Quella però era più ansia che sbalzo ormonale.

Tra tutte le donne che hanno partecipato al corso pre-parto io sono stata l’ultima a partorire.

Penserai che tanto su un numero finito di persone qualcuna dovrà pur essere ultima. Sono stata io appunto!

Quando sei incinta il momento del parto mette sempre una certa ansia: non sai quando accadrà, speri che andrà tutto bene, non sai quanto soffrirai.

Quando la gravidanza è la prima, tutto si amplifica.

Ricordo ancora le giornate trascorse al monitoraggio a fine gravidanza. Eravamo arrivate tutte vicine al termine e ci davamo appuntamento al monitoraggio successivo.

Poi succedeva che da un monitoraggio all’altro qualcuna partoriva e io pensavo: “magari la prossima sarò io”. Questo non è ovviamente successo e mi stavo rassegnando al fatto che mi avrebbero ricoverata il 19 giugno.

Il giorno prima ero andata in spiaggia col mio compagno nella speranza di potermi rilassare. Mi sono messa a camminare a riva parlando con mia figlia per convincerla a uscire. Lei mi ha ascoltata.

Dopo la mezzanotte ho cominciato a sentire le prime contrazioni e alle 11.50 ho stretto tra le mie braccia la mia piccolina o meglio me l’hanno schiaffata sopra e ho capito perché avevo quella pancia enorme: un vitellino di 4,2 kg per 52 cm di lunghezza.

La seconda volta che me l’hanno messa addosso si è attaccata come una sanguisuga al mio seno. Non bastavano le sole 11 ore di travaglio.

Ora sono punto e a capo, a gestire gli sbalzi ormonali, le voglie di pane con tonno e maionese o chissà che altro, tutte le conseguenze della gravidanza (dai mal di stomaco continui alla ritenzione idrica, passando per i mal di schiena), l’ansia del parto e tutte le altre ansie varie ed eventuali, le analisi del sangue e i controlli mensili.

Pensavo che questo momento non sarebbe arrivato e invece eccomi qui.

Stavolta ho pensato di condividere il mio percorso, sebbene in differita. Avrei voluto pubblicare questo e tutti gli altri articoli molte settimane fa, ma solo ora sto trovando la giusta serenità e il tempo sufficiente per mettermi al pc.

Vuoi conoscere il prossimo episodio? Ci rivediamo sempre qui fra qualche giorno.

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