Prosegue il racconto di #TremosineWhatElse. Dopo il nostro arrivo a Tremosine, cosa prevedeva il programma? Scoprilo continuando a legger.
Buongiorno Tremosine!
Il 1° mattino Tremosine ci ha accolto con un tiepido sole e una fitta nebbia sul lago.
All’Hotel Pineta Campi c’è una terrazza, utilizzata per le colazioni, che non dovrai perderti. Si affaccia direttamente sul lago e il silenzio che regna accompagnerà ogni tuo boccone.
Un panorama spettacolare, ma non tanto quanto quello che avremmo visto più tardi dopo essere entrati all’Hotel Paradiso. Qui una terrazza sospesa nel vuoto ti lascerà a bocca aperta.

Se ami la fotografia, questo è un posto che non potrai perderti.
La giornata è proseguita con le attività in programma. Il mal di schiena mi ha impedito di parteciparvi, ma Luca mi ha sostituita ben volentieri.
Il gruppo è partito per una escursione a piedi. Un dislivello di 350 metri che da Pieve conduce direttamente sulla piazza di Campione. Anche qui i panorami sono mozzafiato e se la giornata è soleggiata si possono fare foto stupende. Il punto di partenza è proprio di fianco l’hotel.
Mentre gli altri scendevano lungo un percorso di trekking piuttosto ripido, io percorrevo un’altra strada verso Campione comodamente seduta.
Pensavo di rimanere delusa da questo piano alternativo e invece forse sono stata più fortunata e qui di seguito ciò che ho scoperto.
La Gardesana da Tremosine a Campione
Il fiume Brasa è il corso d’acqua che ha scavato la roccia negli anni e che ha reso spettacolare questo posto.
Le pareti delle rocce sono perpendicolari alla strada e sono altissime.
Questo rende ancora più affascinante il tutto, perché alzando la testa si può capire quanto la Natura lavori inesorabilmente in ogni istante, trasformando il panorama attorno a noi.

Il letto del fiume è stato spostato per poter costruire la strada, che parte dal lago e raggiunge il Monte Tremalzo a circa 2000 metri.
All’interno della forra si trovavano le fucine che, durante il periodo del dominio veneziano, producevano chiodi e specchi e più avanti una madonnina ricorda la morte di alcuni operai durante la costruzione della strada.
Usciti dalla forra, in direzione Campione, si incontra il punto in cui passavano le due funivie, che collegavano il porto (il più importante del lago) e la cima della montagna.
A testimonianza di ciò si vede ancora oggi il gancio della funivia.
Una funivia era destinata ai mercanti che arrivavano in barca e l’altra era per il clero, che dovevano raggiungere la chiesa posta in alto (una delle più antiche del lago); per la prima si usavano le pietre come contrappeso, mentre per la seconda veniva usata l’acqua.

Prima di entrare sotto la seconda galleria sulla destra vedrai un cartello, dove è spiegata la storia della costruzione della strada.
In quel punto prima non esisteva la galleria, ma si percorreva la strada che si vede sulla sinistra. Venne chiusa perché cadevano troppi sassolini e oggi viene usata come percorso escursionistico per raggiungere Campione a piedi.
Di fronte questo tratto di strada si vede Malcesine. Nel suo castello soggiornò Goethe, il quale definì Tremosine la Capri del Garda perché la piazzetta e la strada che vedeva gli ricordavano la città campana.
Appuntamento a Campione
Noi col pullmino, gli altri a piedi.
Ci siamo incontrati tutti nella piazzetta di Campione, da dove il gruppo si è diviso in base allo sport scelto.
Ebbene sì, ci sono talmente tanti sport da poter praticare sulle sponde del lago che rimarrai stupito.
Proprio a Campione si trova una delle scuole più grandi di kitesurf in Europa.
Luca ha scelto di andare in barca a vela perché non c’era mai stato. Si poteva scegliere tra torrentismo, canyoing, kitesurf e windsurf.
Mentre gli altri erano intenti nelle loro attività, io e Muffin ci siamo goduti il sole della piazzetta: io sorseggiando un caffè e lui rotolandosi nell’erba.
La Formaggella di Tremosine
Il pranzo è stato in un luogo un po’ insolito: un caseificio.
Devi sapere che a Tremosine viene prodotto un formaggio tipico, la formaggella di Tremosine.
La riconosci dalla croce che viene incisa sulla parte superiore. È prodotto con latte vaccino appena munto.
Alpe del Garda è la cooperativa che lo produce e ha a disposizione un’ampia zona dedicata alla ristorazione completamente immersa nel verde, dove ci sono bagni e area giochi per i bimbi.
Se vuoi portare a casa qualche ricordo, all’interno del negozio avrai l’imbarazzo della scelta. Sono in vendita prodotti freschi, confetture, vini, prodotti artigianali realizzati con il legno e tanto altro.
Io non ho resistito e ho acquistato 2 taglieri e 1 set di confetture da accompagnare ai formaggi.

Il pranzo è terminato con la visita al caseificio e anche questa volta è andato Luca, perché Muffin non poteva entrare… ovviamente.
A cavallo!
Dopo un lauto pasto non c’è nulla di meglio che un po’ di sport.
All’Agriturismo Nai è possibile andare a cavallo e anche stavolta… ahimé… ho dovuto cedere il posto a Luca. Era la sua prima volta e ancora oggi si ricorda della passeggiata a cavallo. L’agriturismo Nai, infatti, possiede un maneggio ed è stato stupendo osservare una cavalla con il suo puledrino.
Per chi non era mai salito in groppa al cavallo c’era una lezione di cucina per imparare a fare i capù.
Peccato non aver potuto metterci le mani e così io ho dimenticato la ricetta. Fortuna la foto!
La giornata era assolata soprattutto nelle ore del dopo pranzo. Sul tavolo imbandito c’era una bevanda ai fiori di sambuco veramente squisita e molto dissetante. Qui è una tipicità quando arriva il caldo.
La giornata volge al termine…
La giornata si è conclusa con un aperitivo e una cena in due posti spettacolari.
Abbiamo bevuto “pirlo” nel centro di Tremosine in un locale che si affaccia sul lago. Una bellissima scenografia che non ci faceva smettere di scattare foto (vedi l’immagine iniziale).
Per cena siamo tornati nella forra. In uno dei pochi spazi più ampi c’è il ristorante pizzeria La forra. Il menù della serata prevedeva piatti preparati con prodotti tipici locali, come il pesce di lago. Non posso dire che si è mangiato male, tuttavia la qualità è nella media.
Per digerire ti consiglio di fare una passeggiata lungo la forra di notte, ma ricordati di portare qualcosa di catarinfrangente o che assomigli a una luce. Il tratto di strada non è illuminato e lo spazio tra te e le auto è ridotto.

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