Perché andare al TTG di Rimini?

Fiera TTG Incontri Rimini

 Alcuni consigli per scegliere in modo consapevole

Ogni anno ad ottobre torna il TTG di Rimini, la fiera B2B del turismo più importante in Italia, e come ogni anno leggo sui social se sia ancora necessario partecipare come visitatore.

Ho pensato quindi di scrivere questo articolo per spiegare cosa si trova in fiera, a chi la fiera è indirizzata e i motivi per cui andare… oppure no. Ho suddiviso l’articolo in base agli operatori a cui potrebbe interessare partecipare, così se rientri in una di queste categorie puoi passare direttamente al paragrafo che ti interessa.

L’articolo è frutto di una mia personale opinione ovviamente e nasce dal fatto che ho partecipato alla fiera in vesti differenti e questo mi dà la possibilità di consigliarti su cosa è meglio fare.

Prima di spiegarti perché andare al TTG, volevo fare una considerazione.

Durante la scorsa edizione ho notato l’assenza di importanti operatori del settore turistico. Rispetto a circa 4 o 5 anni fa i padiglioni della zona estero (quella col tappeto verde per intenderci) e la zona dei tour operator erano piuttosto “spogli”. Si nota che qualcosa è successo. Forse dato dalla fase di transizione aziendale (da Riminifiera SpA a Italian Exhibition Group SpA) o forse dato da un cambio di rotta negli investimenti di questi operatori? Chissà. Rimane il fatto che il TTG per ora è un importante appuntamento del settore turistico in Italia, che vede la partecipazione degli operatori da un lato e di esperti e professionisti dall’altro.

Ora clicca sulla tua categoria.

  1. Tour operator/ Agenzia di viaggio
  2. Hotel
  3. Travel blogger
  4. Consulente nel turismo

Tour operator / Agenzia di viaggio

Se sei un tour operator il TTG potrebbe rappresentare per te un’opportunità. All’interno degli stand degli enti del turismo vengono inseriti gli operatori della destinazione, dalle DMC agli hotel. Hai così modo di conoscere di persona potenziali fornitori e capire se sono ciò che tu stai cercando. Avere un contatto diretto con chi opera a centinaia di chilometri di distanza da te è senza dubbio molto diverso che fare una ricerca su internet. Se il tuo prodotto è l’Italia, hai a disposizione due interi padiglioni nei quali individuare i tuoi fornitori e iniziare a collaborare con loro.

Se, invece, sei un’agenzia viaggi, il TTG può essere interessante sotto vari punti di vista. È il luogo ideale per capire cosa poter vendere al proprio cliente, per raccogliere tutte le informazioni necessarie di una determinata destinazione, per creare un contatto diretto con gli operatori che più ti interessano e per partecipare ad incontri e sessioni formative. Nel caso tu stia pensando di offrire tuoi pacchetti, in fiera potrai parlare con gli operatori locali e stabilire quel contatto diretto che difficilmente si crea tramite internet o al telefono.

Hotel

I motivi per cui partecipare al TTG come albergatore sono diversi. Innanzitutto hai la possibilità di vedere cosa fa la concorrenza. Non intendo copiare, ma imparare dai più grandi oppure cercare di capire cosa potrebbe funzionare per la tua struttura ricettiva. Al TTG viene destinata un’intera area all’Italia e lì puoi trovare tour operator incoming che potrebbero essere interessati alla tua struttura. In questo modo potresti avere la possibilità di ampliare la tua clientela, soprattutto se offri un prodotto di nicchia o per uno specifico segmento.

Un altro motivo per cui potrebbe interessarti andare è la possibilità di partecipare agli eventi formativi che vengono organizzati. Puoi scegliere argomenti diversi, dallo sviluppo di segmenti di mercato ai trend e ai dati statistici, dalla comunicazione al web marketing, alle case history. Insomma c’è l’imbarazzo della scelta e hai così modo di sviluppare l’area commerciale della tua attività e migliorare le tue conoscenze e competenze.

Travel Blogger

Qui tocchiamo un tasto dolente perché ho partecipato più volte in veste di travel blogger al TTG, ma rimane la stessa situazione: in linea di massima gli operatori non sono interessati ai travel blogger durante la fiera. Nel 2013 il TBDI (Travel Blogger Destination Italy) aveva cercato di attirare l’attenzione degli operatori verso una figura, a volte, chiave per la promozione di un territorio o di un’azienda. Nel 2014 ho visto l’evento dall’interno perché ho fatto parte del comitato tecnico del TBDI e con difficoltà gli operatori hanno capito la vera importanza di tale evento. Nelle ultime 3 edizioni non ho visto grossi cambiamenti di pensiero e approccio da parte degli operatori. Loro sono in fiera per vendere e i blogger o qualsiasi altra figura diversa da un “venditore” non è per loro interessante.

Rimane il fatto che, se vuoi diventare un blogger di viaggi o vuoi specializzarti sempre più, non puoi non partecipare alle fiere di settore, come il TTG. Tra i tanti operatori presenti trovi sempre qualcuno interessato a te e a ciò che fai. È un modo più immediato di capire come si sta muovendo il settore del turismo. Puoi fare molte conoscenze interessanti, perché non devi dimenticarti che creare relazioni è alla base di qualunque professione. Poi non puoi mai sapere da un semplice incontro cosa ne potrà nascere in futuro.

Consulente nel turismo

Ho usato una definizione un po’ generica per inserire in questo gruppo tutte quelle persone che si occupano sotto vari aspetti di turismo. Ad esempio chi realizza siti web, chi si occupa di grafica, chi di fotografia, chi sviluppa piani di marketing e così via. Il TTG, come tutte le fiere del settore turistico, sono importanti per chi fa attività di consulenza. Ti permettono di creare tantissime relazioni con gli operatori o con persone che fanno il tuo stesso lavoro. Il TTG, poi, ha un programma dedicato alla formazione con tanti interventi interessanti di altri professionisti del settore. Visitando gli stand puoi pensare di proporti ai vari operatori e presentare i tuoi servizi senza aspettare che qualcuno ti confermi un appuntamento via mail o telefono.

 

Secondo me il TTG rappresenta un evento a cui dover partecipare per un motivo o per un altro. Nonostante il loro calo di attrattiva degli ultimi anni, le fiere di settore rimangono un appuntamento a cui non mancare se cerchi nuovi clienti, nuove opportunità, nuove relazioni.

Io ti ho illustrato alcuni motivi per cui dovresti andare al TTG di Rimini, ma come sempre tutto è relativo e dipende dalla tua attività specifica, dal mercato a cui ti rivolgi e dal prodotto che offri.

Se vuoi un consiglio, lascia pure un commento qui sotto.

4 pensieri riguardo “Perché andare al TTG di Rimini?

  1. Wanda Benati Risposta

    Ciao Eleonora, ho letto con interesse il capitolo dedicato ai travel blogger. Premetto che ho partecipato alla famosa edizione del 2014, invitata come Top Blogger nel cluster cultura. Nello stesso anno, ho partecipato anche all’evento “Meet your blogger” e queste sono (molto in sintesi) le mie osservazioni: 1) confermo come dici tu che gli operatori sono in genere poco o nulla interessati ad incontrare i blogger 2) anche nel “Meet…” I più non sapevano nemmeno cosa facesse un travel blogger e, nel caso in cui dicevano di saperlo, erano convinti che si trattasse di persone che – in cambio di un week end gratuito- scrivevano un post più o meno pilotato 3) da uno di quegli incontri, per me è scaturito un invito ad un blogtour: ne sono stata lusingata ed è stato molto utile per capire come (parlo solo a titolo personale) questo tipo di “gite scolastiche” non fosse di mio interesse.4) estendo l’osservazione anche ad altri eventi fuori TTG, simili a questo: se chiedi semplicemente informazioni un po’ al di fuori delle solite brochure, perché vuoi dare un taglio tuo personale alla conoscenza di un paese, non vieni presa in considerazione, anzi a volte sembra tu dia fastidio e poi nessuno ti manda il materiale richiesto. Anche se non hai chiesto alcuna contropartita economica. 5) Conclusione: al massimo andrò a fare un salto alla BIT, per tenermi aggiornata, ma per il resto (sempre opinione personale) non vedo perché investire altro tempo e risorse economiche inutilmente. Io non faccio testo, infatti non faccio parte di alcuna parrocchia blogghereccia, ma forse ci sono altri/e che hanno il mio stesso approccio al blogging e non per questo vanno ignorati.

    • Eleonora Tramonti Autore articoloRisposta

      Ciao Wanda!
      Come tu ben sai sono stata nel “dietro le quinte” del TBDI 2014 e ora, osservandola dall’esterno, noto sempre quell’ignoranza da parte degli operatori verso il mondo del blogging in generale.
      Il mio discorso è diverso perché con Italian Storytellers parlo in lingua inglese dell’Italia, che suscita molto più interesse negli operatori italiani. Aggiungici poi che sto lavorando a delle proposte da promuovere attraverso il sito. Tuttavia rimane il fatto che arrivano proprio impreparati alla situazione. Mi è capitato diverse volte che gli operatori rimanevano a bocca aperta quando gli dicevo che Italian Storytellers è solo in lingua inglese. Questo sta a significare che non hai dato nemmeno un’occhiata al sito, dopo che sono stata io a contattarti.
      Per quanto riguarda Le tue notizie di viaggio, invece, ho capito fin da subito, girando per gli stand, che non mi avrebbero considerata nella maniera giusta e ho preferito raccogliere soltanto i contatti per scrivere alle persone giuste in un secondo momento.
      Purtroppo in Italia non abbiamo proprio la concezione che un’azienda è un’insieme di cose, tra cui la comunicazione e la promozione del proprio prodotto. La fiera è nata per vendere, ma gli anni 80/90 sono finiti e la vendita avviene in mille modi differenti. Gli operatori dovrebbero essere pronti a ricevere e valutare qualunque tipo di proposta, perché da una piccola cosa possono nascere grandi cose. Tuttavia non posso fare di tutta un’erba un fascio, perché ognuno lavora in modo diverso ed è interessato a prodotti diversi.
      Sicuramente negli ultimi anni il TTG ha perso terreno a vantaggio, secondo me, della BIT o di altre fiere turistiche più di nicchia. Vedremo cosa succederà in futuro, vero è che le fiere rimangono sempre un’ottima occasione per confrontarsi con altri soggetti e capire dove sta andando il settore.
      Grazie per aver raccontato la tua esperienza.

  2. lucavivan Risposta

    Non mi discosto molto dal commento di Wanda anche se devo dire che inaspettatamente, nell’edizioni del 2015 e del 2016 ho raccolto dei buoni contatti, che come dici giustamente tu Eleonora, hanno portato a qualcos’altro. Viviamo di relazioni e di concatenazioni, non sai mai davvero dove può portare un incontro.

    Il mio parere è che comunque in una fiera dove le persone già al mattino sono stravolte dalla stanchezza c’è qualcosa che non va. Siamo tutti di fretta da uno stand all’altro, senza il tempo di ascoltarci. Un buon rapporto di lavoro implica tempo e non un biglietto da visita preso come fosse una cartolina passando da un desk all’altro senza nemmeno fermarsi (cosa che ho visto fare al Meet Your Blogger).

    Dopo aver partecipato al Social Travel Summit 2017 ritengo molto più utile frequentare eventi di dimensioni ridotte, dove c’è il giusto tempo e il giusto spazio per parlarsi, dove le destinazioni turistiche sanno che i blogger vanno remunerati e dove quest’ultimi vedono se stessi come imprenditori e non come un hobby oltre il posto fisso.

    Per questo ho deciso di creare Travel Mind, un piccolo evento per poche persone dove darsi il tempo di ascoltare e creare opportunità di lavoro.

    • Eleonora Tramonti Autore articoloRisposta

      Non so se per via dei costi di investimento alti o per mancanza di interesse o perché non parli con la persona giusta, ma rimane il fatto che ti snobbano molto facilmente. Forse è meglio fissare un appuntamento prima che ci sia la fiera, credo dia una impressione diversa. Poi rischi che non ti rispondano alla mail, ma questa è un’altra storia…

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