Come gestire il rapporto tra datore e dipendente?

Rapporto Datore Dipendente

Alcuni consigli per un buon rapporto

Siamo giunti all’ultimo appuntamento dedicato alla ricerca del personale.

Abbiamo parlato di:

Oggi guarderemo un po’ più da vicino il rapporto di lavoro che si crea tra titolare e dipendente, che non sempre è di facile gestione. Tuttavia questo tipo di rapporto è di fondamentale importanza per far sì che si possa lavorare in armonia, ma soprattutto che al cliente non arrivino malumori e insoddisfazioni da parte del nostro personale.

Nel caso di strutture ricettive stagionali questo rapporto diventa ancora più complesso perché l’armonia e la sinergia di uno staff deve essere costruita in tempi brevi, sapendo poi che nella maggior parte dei casi tutto terminerà nel giro di qualche mese.

Come le altre volte ho posto alcune domande alla dottoressa Valentina Palma, esperta in selezione del personale, per capire come migliorare il rapporto tra datore e dipendente e dove poter intervenire.

Quali sono i problemi più diffusi nel rapporto titolare – dipendente?

Valentina Palma psicologa del lavoroI problemi principali derivano dalla mancanza di una corretta comunicazione.

Entrambi si trovano ad agire nella sfera del dovere e spesso se non si condividono le strategie si ritrovano a vivere una relazione problematica.

La relazione tra dirigente e dipendente è una relazione complementare, in cui il primo esercita una posizione one-up e il secondo one-down. Come dice Watzlawick, questo tipo di rapporto non ha di per sé una connotazione negativa, ma bisogna saperla gestire.

Come fare per risolverli?

Il dirigente deve comunicare in modo chiaro quali sono i valori dell’azienda, spiegare le motivazioni che li sostengono e condividere con il proprio team gli obiettivi che intende raggiungere.

Il suo staff dovrà comprendere la visione che il dirigente ha della sua azienda e stabilire con esso gli obiettivi che ognuno deve perseguire individualmente e come gruppo.

Avere degli obiettivi chiari, perseguibili e condivisi aiuta le risorse a delineare il proprio ruolo e a svolgere il proprio lavoro in modo sereno e non frustrante e questo favorirà una sana e proficua collaborazione a tutti i livelli.

E se non c’è soluzione?

Io credo che se l’interesse di entrambe le parti è di continuare a portare avanti il rapporto di lavoro si può lavorare affinché la relazione migliori, magari anche con l’intervento di un consulente esperto.

Ritengo che i rapporti umani possano sempre essere recuperati se c’è la motivazione a farlo.

Come capire quando è il momento di concludere il rapporto di lavoro?

Se entrambe le parti non riescono a venirsi incontro e non si mettono nella condizione di capire l’altro, allora si può prendere in considerazione l’ipotesi di concludere il rapporto di lavoro.

Può succedere che nel corso degli anni vengano a modificarsi le condizioni che inizialmente furono accettate dalle parti. Il dirigente potrebbe richiedere lo svolgimento di mansioni differenti da quelle condivise contrattualmente all’inizio del rapporto o necessitare di una modalità differente di svolgimento dello stesso. Allo stesso tempo il dipendente non è tenuto ad accettare qualsiasi condizione differente se non lo ritiene opportuno.

Se quindi entrambe le parti ritengono compromesso il rapporto in modo insanabile allora è giusto interrompere il rapporto di lavoro.

Spero che questi articoli ti siano serviti a capire cosa migliorare e perché nella selezione del personale per il tuo hotel e a sapere come gestire il rapporto con il dipendente.

Ricordati sempre che il valore della tua attività dipende dal personale che lavora per te. Un personale insoddisfatto e frustrato invierà solo messaggi negativi ai tuoi ospiti, che potrebbero parlare male offline e online della loro esperienza.

Prima di assumere il tuo personale la prossima riflettici e chiediti: sto scegliendo la persona giusta?

Se hai qualche domanda scrivila pure nei commenti.

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