Perché visitare Napoli?

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La mia risposta dopo il tour #Baiadinapoli

Sto rientrando da Napoli e scrivo le mie prime impressioni a caldo riguardo il tour a cui ho partecipato come blogger.

Il tour era una parte del progetto POIn “Baia di Napoli”, che è stato voluto dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo. Con questo progetto si è promossa una offerta turistica integrata nell’area del Golfo di Napoli. In effetti la zona è poco conosciuta, o meglio, si conoscono Napoli, Pompei, la costiera amalfitana, ma si ignora tutto il resto. Napoli stessa offre alcuni luoghi sconosciuti alla maggior parte delle persone e, considerando che il Golfo abbraccia 25 comuni (da Cuma a Sorrento), si può avere un’idea di quanto rimanga nell’ombra.

Il progetto POIn nasce per analizzare, sensibilizzare e promuovere il territorio, rendendolo un sistema turistico locale integrato che dia valore a quei siti storici meno conosciuti, ma altrettanto meritevoli di una visita. Dal mese di settembre 2015 il progetto ha visto lavorare assieme l’Associazione Mecenate 90 e Mediateur per conto del Ministero, realizzando l’analisi della offerta turistica esistente, alcuni incontri con gli operatori locali, attività promozionali online e offline.

Era la prima volta che andavo a Napoli ed era la prima volta che partecipavo ad un tour assieme a dei giornalisti. Tralasciando il comportamento di alcuni, che ha raggiunto livelli di maleducazione come mai mi era capitato prima, rifletto sul fatto che in alcune situazioni si è ancora radicati ad un vecchio modo di fare comunicazione.

Un progetto così interessante che deve far scoprire realtà nascoste e poco frequentate non doveva esimersi dal coinvolgere molti più blogger e meno giornalisti. Questo perché i blogger hanno un potenziale comunicativo maggiore: ne parlano durante e ne parlano poi. Tra l’altro quando ne parlano successivamente capita molto spesso che scrivano più di 1 articolo, se c’è materiale sufficiente e se il committente ha saputo scegliere bene i blogger in linea con il proprio target. Inoltre sono meno vincolati a regole imposte da altri, come un direttore di un giornale. Il blogger scrive ciò che vuole, ma soprattutto racconta la propria esperienza tanto che ognuno farà emergere un particolare aspetto del viaggio.

A prescindere da tutto questo, come prima volta a Napoli, posso dire che sono rimasta davvero entusiasta. Non ho visto due dei luoghi che avrei avuto piacere a vedere dal vivo, ovvero Piazza del Plebiscito e il Teatro San Carlo. In compenso ne ho visti tanti altri che, se fossi andata da sola, non avrei mai visitato o perlomeno non per la mia prima volta nella città.

Ho scoperto una zona fuori Porta Capuana che sta cercando di promuoversi a livello turistico, dove ho visitato la chiesa di San Giovanni a Carbonara, degustato un dolce tipico della pasticceria napoletana e conosciuto il museo MADRE che conserva opere di arte contemporanea.

Il giorno successivo ho scoperto la solfatara di Pozzuoli e il Rione Terra, il quale corrisponde all’antica città romana. Nel pomeriggio, dopo un pranzo alla azienda vitivinicola Le Cantine dell’Averno, ho raggiunto Bacoli e sono entrata nelle piscine Mirabilis, le antiche cisterne romane dove era raccolta l’acqua destinata alla flotta.

Il terzo giorno ho approfittato per visitare San Gregorio Armeno e vedere la famosa arte presepiale di Napoli, evitando di partecipare ad un convegno legato al progetto POIn. L’ho evitato perché mi sembrava inutile sprecare una mezza giornata a sentir parlare di turismo. I progetti e le idee vanno bene, ma bisogna valutare più l’evoluzione che hanno nel futuro e non solo presentare cosa è stato fatto.

Finito il pranzo ho raggiunto a piedi il centro storico per ammirare il Museo Cappella Sansevero, la Cappella di San Gennaro, la chiesa di Santa Maria del Purgatorio e ho concluso la serata scendendo nelle catacombe di San Gennaro.

Il tour è terminato il quarto giorno con la visita del Museo Ferroviario di Pietrarsa e la Reggia di Portici. Diciamo che poteva finire meglio, poiché la Reggia è in totale abbandono strutturale, sebbene ospiti la facoltà di agraria e uno degli orti botanici più importanti d’Italia.

Io ti aspetto la prossima volta per farti conoscere una Napoli diversa e che sicuramente non conosci, continuando a rispondere alla domanda: perché visitare Napoli?

Prima di andare via, però, leggi la mia recensione dell’Hotel Palazzo dei Turchini di Napoli.

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