A tutti piace ascoltare storie

In viaggio sono sempre in cerca di storie da ascoltare.


Dal 2011 partecipo a blog tour ed eventi vari indirizzati ai blogger e c’è un aspetto che a me piace particolarmente. Quando gli enti o gli operatori ti portano in visita nei luoghi previsti dal programma, trovi sempre ad aspettarti qualcuno che ha una storia da raccontare. È stupendo ascoltare chi vuole trasmetterti la propria passione o la propria tradizione. Staresti ad ascoltare per ore.

Molto spesso non sanno chi sia il blogger, ma sanno che parlerai di loro e delle loro storie e già questo è abbastanza. Se vedono che usi carta e penna, ti dicono pure “scrivi, scrivi!”. Come a dire “non perderti nulla perché ogni singola parola è importante, affinché tu racconti al mondo ciò che hai visto e sentito”. Non è entusiasmante?

Per me molto. Lo testimonia anche Italian Storytellers nel suo nome. Adoro i racconti che hanno il sapore di un tempo passato, il quale rivive grazie alla memoria di chi quel tempo l’ha vissuto. Mi piace stare ad ascoltare com’era vivere quando io non esistevo ancora. Sono curiosa e molto. Forse è questo il motivo per cui amo ascoltare storie.

Se viaggio ora, mi aspetto sempre di trovare qualcuno che mi racconti delle storie, ma non sempre è così.

Ho trascorso un fine settimana con Luca in giro per le Marche. Abbiamo visto diversi posti, che ho sempre sentito nominare, ma in cui non ero mai capitata. Ciò che mi è dispiaciuto è stato non aver trovato nessuno a raccontarmi una storia. A parlare c’erano solo la mia guida, alcune targhe e tante porte chiuse. Soprattutto quelle degli uffici di informazione turistica.

L’unica eccezione è stata Matelica, dove un signore molto disponibile ci ha raccontato i monumenti che si possono vedere in tutto il paese e anche cosa vedere nei dintorni. Ci ha raccontato la storia della “patente di matto”, le unicità del posto e le curiosità. Il suo racconto mi ha coinvolto così tanto da ricordarmi ancora cosa mi ha detto.

Come si può godere appieno di qualcosa di importante se nessuno ti spiega l’importanza stessa? Ho visitato la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, ma essendo arrivati troppo tardi la Galleria doveva chiudere per questioni di sicurezza (alle 19.00 si inserisce l’allarme) e noi non abbiamo potuto fare una “visita guidata” degna di questo nome. Sono tornata di nuovo assieme ai miei compagni l’ultimo giorno e ho scoperto che, anche pagando il biglietto d’ingresso, non si può usufruire di alcuna guida. Così, per fortuna, non è stato per il Collegio del Cambio, dove un signore con un marcato accento perugino ci ha illustrato gli affreschi e ci ha raccontato qualche aneddoto. È stato veramente un piacere ascoltarlo.

Perché le storie piacciono così tanto?

Secondo me perché le storie arrivano dritte al cuore. Ci fanno emozionare. Toccano la parte più intima di ciascuno di noi e in un modo o nell’altro ci fanno sentire parte della storia che stiamo ascoltando.

Per capire meglio questa cosa ho voluto inserire un video, che puoi vedere qui sotto. Si intitola “First kiss” (primo bacio).

Quando è uscito si sapeva soltanto una cosa: le persone nel video erano sconosciuti a cui era stato chiesto di baciarsi. Quello che si è scoperto poi è che era una pubblicità anti-convenzionale di una marca di abbigliamento. Ciò che ha attratto oltre 20 milioni di persone nel vederlo nel giro di 2 giorni è stata, quindi, la rappresentazione di un’emozione.

Chi non si ricorda il primo bacio? E chi non si ricorda le emozioni che ha suscitato in noi?

In fondo dare un bacio per la prima volta ad una persona è quasi come darlo ad uno sconosciuto. Non si sa niente o quasi di chi abbiamo di fronte e ci spinge ad annullare qualsiasi tipo di distanza rendendoci più vulnerabili.

Per portare un esempio più recente (dopo aver visto un post su Facebook di Cinzia Di Martino), qui sotto ho riportato lo spot della Apple in cui una nipote fa un regalo speciale alla nonna.

Lascia un commento