Un appartamento tutto per noi!

I catasti di Azzano: la mia dimora per #FrantoiAperti

Forse il titolo ti ha portato fuori strada.

Quel “noi” non si riferisce a me e a Luca, ma a me e a Muffin. Ti avevo già annunciato che sarei partita in compagnia del mio cagnolino per #FrantoiAperti. Con lui ho trascorso 2 giorni alla scoperta dell’olio e di una parte dell’Umbria che non avevo ancora visto.

Dove ho dormito?

La mia scoperta è iniziata dalla visita alla struttura I catasti di Azzano in località Azzano di Spoleto. Una dimora storica risalente al XVI secolo, che definirei un gioiellino nascosto nelle campagne umbre. Tra l’altro è facilmente raggiungibile perché a pochi km (2 o 3) si trova la superstrada.

Il nome del nostro appartamento era Acanto ed era disposto su 2 piani: sotto il soggiorno con angolo cottura e sopra la stanza da letto con il bagno. Muffin non è mai riuscito a salire la scala, se non per qualche gradino, ed ero io a scarrozzarlo su e giù.

Ad accoglierci una signora di nome Lucia, che si occupa dell’accoglienza degli ospiti per conto dei proprietari. Diciamo che non è stata una grande accoglienza, perché la signora ha un carattere schivo direi, benché sia stata abbastanza disponibile. Mi ha addirittura tenuto Muffin!

Il casolare è stato restaurato ed è stato arredato per accogliere dalle coppie alle famiglie. Anche i cani sono ben accetti e hanno tutto lo spazio per poter girare liberamente, sia in appartamento sia all’esterno nel cortile. Muffin è indisciplinato, quindi non ho potuto liberarlo, ma voi se potete fatelo. Gli appartamenti sono 5 e richiamano i nomi di alcune piante. La caratteristica migliore? Sono davvero tanto spaziosi.
Alcuni scatti dell’appartamento in cui ho dormito con Muffin

La signora Lucia ci ha portati a vedere una parte del casolare non ancora aperta al pubblico: la stanza dove veniva prodotto il vino. Hai presente il tino di legno dove i grappoli d’uva vengono pestati? Beh dimenticalo! Il tino qui è in muratura e da esso partono dei canali di scolo, che ospitavano il vino appena prodotto. La stanza spero sarà presto allestita, per permettere alle persone di entrare senza rischi per la loro incolumità, e forse sarà adibita a degustazioni. All’esterno un bel giardino, progettato dall’architetto Simonini di Parma, è recintato e ha una piscina. Nel giardino sono stati reimpiantati gli alberi originari.

Una chicca: l’acetaia

Strano trovarla in Umbria, visto che la patria dell’aceto balsamico è più a nord oltre i confini regionali. Ancora più strabiliante sapere che l’aceto prodotto qui è migliore di quello che si produce a Modena. È la signora Lucia in persona ad occuparsene, ora che il geometra che ha ristrutturato l’edificio non c’è più. L’aceto balsamico prodotto ad Azzano è risultato vincitore su 1461 partecipanti al palio di San Giovanni a Spina in provincia di Modena. Purtroppo, essendo fuori regione, non può essere titolare di alcun premio, ma ha vinto con uno scarto di 4 punti dalla 2° in classifica.
Il legno utilizzato per le botti è di rovere, castagno, rubinia e ciliegio. C’è anche il legno di ginepro, che è costosissimo e che i giudici difficilmente riconoscono perché usato raramente. Quando le botti sono nuove, vanno lavate e va versato l’aceto di vino lasciandolo per 1 anno. Passato questo tempo la botte viene svuotata di 1/4 e viene aggiunto il mosto cotto. Una volta l’anno si aggiunge e 1 volta l’anno si preleva. La seconda operazione avviene a marzo, massimo aprile, perché il freddo ha depositato tutto sul fondo. Le botti non vengono mai tappate, ma vengono coperte con una garza.

La tenuta produce, inoltre, lo Jucundus, un trebbiano spolentino. Direi anche molto buono!

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Aspetti positivi:

• nell’appartamento il frigo è riempito di acqua e succhi di frutta;

• c’è tutto ciò che serve per la prima colazione e per cucinare;

• la macchina del caffè è nuova;

• la struttura si trova vicina a diverse località da visitare;

• si è completamente autonomi e lontani da ogni tipo di rumore.

Aspetti negativi:

• il segnale wi-fi è debole;

• c’è un’unica televisione al piano di sotto troppo piccola e datata;

• lenzuola e asciugamani sono colorati anziché bianchi;

• le prese di corrente sono in punti scomodi (in camera da letto bisogna staccare la spina dell’abat-jour);

• alla partenza ho lasciato le chiavi nell’appartamento perché nessuno è venuto a fare il check-out.

Adatta a:

• chi cerca tanto relax e soprattutto tanta quiete;

• chi viaggia in coppia o in famiglia e comunque non da solo;

• chi si vuole godere la vera campagna umbra;

• chi ama alternare giornate di ozio a giornate di scoperta del territorio;

• chi ama gli arredamenti rustici e non è interessato alle comodità.

Per contattare la struttura:
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