Dopo circa 10 anni torno alla BIT di Milano

Alcune impressioni sulla Borsa Internazionale del Turismo 2012 di Milano

Devo dire che tornare alla BIT dopo tanti anni è stata quasi un’emozione.

L’ultima volta che ci sono andata ancora si teneva a FieraMilanoCity, mentre oggi si tiene nella nuova Fiera a Rho.

Da molti anni sentivo dire che la BIT era una fiera ormai scaduta, dove andavano solo i vacanzieri in cerca di qualche notizia o informazioni sulle destinazioni per le loro prossime vacanze.

Tra l’altro io sono riuscita ad andare soltanto sabato, ovvero il giorno di apertura al pubblico, e l’ho trovata un po’ vuota.

Posso dire di aver visto soltanto persone che passeggiavano spensierate cercando di accaparrarsi gadget, poster e depliant… che sono sempre in gran quantità in Italia.

Erano soprattutto ragazzini che giravano tra gli stand e non credo possano spendere grosse cifre in viaggi.

Ho notato che gli standisti si sono fatti furbi. Anziché regalare oggetti li vendono. Al contrario del TTG dove cercano di attrarre l’agente di viaggi a suon di gadget.

C’era la Thailandia che per 5 € vendeva ombrellini di carta dipinti a mano sul momento, la Romania vendeva le uova dipinte a diversi prezzi, l’Egitto vendeva segnalibri, monili e carta di papiro, ecc.

Gli enti di promozione stanno cambiando modo di comunicare

Sulla scia del lavoro fatto dalla Toscana nel web, si stanno accodando tutte le altre regioni.

Ad esempio la Puglia esponeva un tabellone fatto di foto inviate dalla comunità di Facebook e raccolte in pochissimi giorni.

La Basilicata aveva uno schermo con i tweet che apparivano a rotazione con l’hashtag #Basilicatatur.

Le Marche, che anche quest’anno non si sono fatte mancare Dustin Hoffman, presentavano un’app e nei volantini c’era il qr code. Poi che allo stand “Ascolta le Marche” non sappiano cosa sia il Summer Jamboree, beh… questo è un altro paio di maniche come lo è il fatto che l’assessore regionale al turismo, tornato dalla fiera, si sia dimesso.

A proposito di Marche, visto che le conosco più da vicino, per la prima volta ho potuto vedere uno stand unico tranne che per la manifestazione Tipicità, che ne aveva uno di fronte.

Purtroppo credo che il lavoro da fare sia ancora tanto e quello che non hanno ancora capito (come anche le aziende del resto) è che non basta esserci, ma bisogna saper esserci, dentro e fuori dal web.

Nel frattempo il web 2.0 lo usiamo noi e assieme a Fabio Curzi ho creato una storia su Storify che raccoglie tutto ciò che è stato detto sul web delle Marche alla Bit 2012.

Metto un link al post di Gianluca Gozzo che mi ha strappato un po’ di risate “Rotta semisera sulla Bit 2012” e dove mi cita… assieme al vino rosso.

Lascia un commento